Al Lago di Vrana sono legate numerose leggende sia sulle sue origini sia sulle creature che, secondo credenze popolari lo abitano.

Il lago ha una profondità di 74,5 m, di cui 13 m sopra il livello del mare (livelli medi d'acqua) e circa 61,5 m in criptodepressione, sotto il livello del mare. Il lago contiene più di 2 milioni di metri cubici di acqua dolce.

Secondo le credenze antiche, le grotte attorno al lago sono abitate da fate. Si credeva inoltre che il lago era inizialmente un enorme campo di due sorelle di una famiglia benestante (cosiddette Gavanke): la prima, ricca e avara, derubava l'altra, povera. Non aveva insomma nessuna pietà per i poveri. Ma presto cadde su di lei una punizione divina, perché un terremoto e un'alluvione distrussero e inondarono il suo castello. Le rovine, secondo la leggenda, giaciono ancor'oggi in fondo al lago e talvolta, durante temporali, si sente il rimbombare delle campane dalle profondità del lago.

Il lago è abitato da carpe, lucci, tinche e anguille, la cui misteriosa presenza non è stata chiarita fino al giorno d'oggi. L'acqua del lago è utilizzata per l'approvvigionamento idrico delle case familiari delle isole di Cherso e Lussino; per questo motivo l'accesso al lago è rigorosamente vietato.